1, 2, 3… Ricomincia la scuola. E il bullismo?
di Amelia Borello, Psicologa e Psicoterapeuta
Settembre inizia la scuola, ritornano gli alunni sui banchi e con loro, molto più spesso, il bullismo.
La scuola è un luogo di crescita delle proprie conoscenze e delle varie materie, ma anche di crescita personale: si matura e si impara a relazionarsi con i coetanei e con gli insegnanti, spesso, però, nell’ambiente scolastico si riscontrano anche comportamenti aggressivi, di prevaricazione ripetuta nel tempo dove le vittime hanno difficoltà a difendersi e gli spettatori rimangono sempre più inermi e silenziosi.
Questi comportamenti di prevaricazione che si manifestano a macchia d’olio sono fisici, verbali e si diffondono anche attraverso i social network e i dati statistici Istat del fenomeno del bullismo nelle scuole italiane lo confermano: poco più del 50% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni ha subìto qualche episodio offensivo, da parte di altri ragazzi o ragazze; tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le prepotenze più comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l’aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%), aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni (3,8%).
Ma come fare? Come differenziare il bullismo dai quotidiani scherzi o dai litigi? Come riconoscere la tristezza e la rabbia che si prova quando si è presi in giro o la difficoltà di cogliere nell’altro queste emozioni e non provare sensi di colpa?
Emerge, dunque, la necessità di comprendere, fronteggiare queste situazioni, contrastare e prevenire il bullismo dando degli strumenti utili a tutte le figure che ruotano intorno ad esso: ragazzi, genitori, insegnanti e personale scolastico per acquisire le opportune conoscenze e competenze.
Il bisogno di conoscere sempre più il fenomeno e formazione è necessario perché in ogni classe diverse figure con diversi ruoli quali genitore, docente e studente, possono osservare da svariati punti di vista il vissuto quotidiano e riportare, eventualmente, episodi di bullismo per attuare l'intervento più opportuno da effettuare e soprattutto farlo tempestivamente.
La strategia migliore per sconfiggere il bullismo è la prevenzione promuovendo la comunicazione assertiva, l’intelligenza emotiva e l’empatia, collante importante per sviluppare relazioni armoniose e sane. L’approccio cognitivo-comportamentale mira a favorire in tali figure le abilità sociali, relazioni, comunicative e emotive. È fondamentale creare una rete di supporto tra insegnanti, personale scolastico, genitori e psicologi perché non ci si senta soli a fronteggiare questo fenomeno.
Non esistono ricette da seguire alla lettera per debellare il bullismo, ma possiamo imparare nuovi strumenti pratici per prevenire e fronteggiare questo fenomeno.
Buon inizio di anno scolastico!
Per ulteriori informazioni gli psicologi dell’Associazione Apice in collaborazione con l’Associazione Sotto La Grande Quercia mettono a disposizione le loro competenze promuovendo il progetto “ ʍ i bulli e la solitudine! w le emozioni e le relazioni! Fronteggiamo insieme questo fenomeno” mirato a promuovere e sviluppare un ambiente scolastico armonioso e funzionale.
E non finisce qui… siamo lieti di informarvi che da Venerdì 30 Novembre 2018 sarà attivo lo spazio di confronto e ascolto “SGONFIABULLI !!! Bulli e bullismo? Non siamo più soli confrontiamoci!” dove professionisti delle associazioni Apice e Sotto La Grande Quercia mettono al servizio le loro competenze per aiutarti a sgonfiare i comportamenti dei bulli.
Ci trovi presso la Parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata dalle 16.00 alle 19.00.
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