Cervello destro e cervello sinistro: sono una persona razionale e organizzata o creativa ed emotiva?
Che parte del cervello usi di più?
Ti viene più semplice improvvisare seguendo la tua momentanea inclinazione o al contrario ti viene più naturale pianificare, stilare liste?
Ti piace decidere al mattino cosa indossare in base all’umore con cui ti svegli o al contrario decidi già il tuo outfit la sera prima?
Insomma, ti ritieni una persona creativa, libera, a volte un po’ disorganizzata, che si lascia guidare dal proprio istinto e dalle proprie emozioni? O al contrario una persona più analitica, che procede per strategie organizzate e pianificate attraverso processi di riflessione?
Come è diviso il nostro cervello
Il nostro cervello è formato da due emisferi ed è noto da più di un secolo che i due emisferi si distinguono dal punto di vista funzionale. Questi, infatti, sono uguali per grandezza ed area di superficie, tuttavia vi sono importanti differenze rispetto ad alcune funzioni che svolgono.
Gli esperimenti condotti da Roger Sperry e Michael Gazzaniga su soggetti con cervello diviso, split brain (soggetti a cui era stato reciso il corpo calloso e nei quali, quindi, i due emisferi risultavano isolati l’uno dall’altro), mostrano che ciascuno dei due emisferi può avere una propria consapevolezza ed è dedicato a svolgere alcune funzioni. Questi soggetti, hanno dimostrato i due autori, vivono come se avessero due menti separate che presentano proprie caratteristiche e capacità di apprendere, ricordare e provare emozioni.
Basti pensare che persone con danni all’emisfero sinistro, presentano problemi di linguaggio, tant’è vero che si stima che in circa il 96 % degli esseri umani l’emisfero sinistro sia specializzato nel linguaggio.

Allena la parte destra del cervello
Cosa ha dimostrato la scienza
Diversi studi su soggetti con lesioni a uno o l’altro emisfero, hanno suggerito che: l’emisfero sinistro, utilizza una strategia di elaborazione delle informazioni “guidata” o “furba”, ovvero utilizza metodi adeguati a risolvere i problemi in modo logico, mentre l’emisfero destro pare utilizzi modelli generali per risolvere problemi, ovvero non formula ipotesi e cerca di trovare soluzioni nel modo più semplice possibile.
Dunque, l’emisfero sinistro procede per schemi, estraendo l’ordine dal caos, il destro, invece, lavora nel caos e, per tentavi ed errori, arriva alla soluzione.
Queste evidenze scientifiche, hanno portato nel corso del tempo a ritenere che:
- l’emisfero sinistro sia: verbale, analitico, logico;
- mentre l’emisfero destro sia: percettivo, olistico, intuitivo;
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Le dimostrazioni degli scienziati
In effetti, Paul Watzlawick per primo dimostra come la lingua che si parla nella psicoterapia (un linguaggio creativo, emotivo, a volte caotico) sia quella dell’emisfero destro, la stessa dell’infanzia, della poesia, dello scherzo, del sogno.
Uno studio del 2007 di Chavez-Eakle et al., dimostra come esista una significativa correlazione positiva tra indici di creatività immaginativa e verbale e flusso sanguigno cerebrale in diverse zone dell’emisfero destro.
McGilchrist (2009) mostra come nel primo approccio con un qualsiasi nuovo elemento, ad esempio la prima impressione di una persona, intervenga prima l’emisfero destro, e come solo successivamente intervenga il sinistro per l’elaborazione dei dettagli.
Martindale (1984), Razoumnikova (200), Shamay-Tsoory (2011) hanno dimostrato l’attivazione dell’emisfero destro in processi come la narrazione di storie di fantasia, del pensiero divergente, nelle libere associazioni.
Pisapia (2014), invece, mette in evidenza come l’emisfero destro sia coinvolto nei processi alla base delle emozioni e della cognizione sociale.
Il neuroscienziato Michael Gazzaniga ci fornisce, invece, uno studio molto esaustivo che evidenzia la presenza della funzione di “interprete” del cervello sinistro, ossia una funzione preposta alla spiegazione del nostro comportamento. Lo studioso racconta, nell’ambito sperimentale dei soggetti con cervello diviso, che, in contesto di studio, venne mostrata alla metà destra del cervello (proiettandola, dunque, solo nel campo visivo sinistro) una persona che stava facendo una passeggiata, poi successivamente si chiese al paziente di mimare ciò che stava osservando, questi si alzò in piedi e cominciò a camminare, ma, al momento di chiedergli cosa stava facendo, fu il suo emisfero sinistro, ignaro di quello che aveva visto il destro, a fornire la risposta attraverso una qualche invenzione razionale per dare un senso logico a quel comportamento (volevo solo bere qualcosa) (M. Gazzaniga 2007).
Queste differenze tra i due emisferi, hanno indotto molti studiosi a pensare che nelle persone potesse predominare uno dei due emisferi, a seconda delle esperienze fatte nel corso della vita ed anche del corredo genetico, differenziando così due tipologie di persone: i “cerebrali” (in cui domina l’emisfero sinistro) e gli “emotivi” (in cui domina l’emisfero destro).
La prima tipologia di persone, quelle razionali, si pensa sia poco propensa ad esprimere i propri sentimenti ed impieghi più tempo a prendere le decisioni, in quanto, prima di mettere in atto un comportamento trascorre molto tempo a riflettere e ad analizzare le situazioni.
Le persone emotive invece, si pensa abbiano tempi di azione molto ridotti, come se il freno dato dalla riflessione alcune volte funzionasse un po’male. Questa tipologia di persona potrebbe, quindi, trovarsi a fare scelte affrettate, lasciandosi guidare esclusivamente dalle emozioni e dall’istinto.
Tuttavia è bene chiarire che ancora non vi sono prove sperimentali nel campo delle neuroscienze che dimostrano la predominanza di un emisfero cerebrale sull’altro nei soggetti normali. Questo ha messo in dubbio il pensiero che sosteneva che la personalità degli individui potesse dipendere da una predominanza di uno dei due emisferi. Bisogna infatti ricordare che la cognizione umana è composta da un complesso mosaico di processi mentali e potrebbe essere una banalizzazione ridurre le nostre esperienze emotive od i nostri processi logico-razionali alla sola prevalenza di un emisfero sull’altro. Tuttavia, a seconda delle nostre esperienze e del lavoro che svolgiamo, è molto probabile che abbiamo sviluppato alcune funzioni in modo predominante, piuttosto che altre…ad esempio in coloro che utilizzano molto parole e numeri (es. matematici, ingegneri, scrittori ecc..) è possibile che le funzioni deputate all’emisfero sinistro prevalgano e siano più sviluppate rispetto a quelle di ad es. artisti, poeti o musicisti che, sono, invece, abituati a lavorare con le immagini e le intuizioni.
Senza, dunque, avere la pretesa di ridurre il nostro sistema complesso mentale, emotivo, cognitivo e comportamentale alla predominanza di uno dei due emisferi, in quanto i nostri due emisferi, fortunatamente collaborano e comunicano costantemente, possiamo prestare attenzione a quelle funzioni che in noi risultano essere più sviluppate e dunque predominanti, così da poter imparare a sviluppare anche quelle che “naturalmente” ci viene più difficile mettere in atto.
Se, infatti, giungiamo alla consapevolezza di quale dei due modi di essere sia maggiormente predominante in noi, attraverso piccole azioni concrete messe in atto quotidianamente, questo funzionamento potrebbe essere ri-equilibrato.
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