Ansia da prestazione, Performance e Mental Training in un danzatore
di Valeria Scalisi, Tirocinante presso Centro Apice
La vita di un danzatore è dura, si sa…Le richieste quotidiane sono molteplici ed elevate sia da un punto di vista fisico che psicologico.
Un danzatore deve allenarsi per molte ore durante una giornata, dalle prime ore del mattino durante la lezione quotidiana di riscaldamento e preparazione tecnica, alle ore di prove che seguono per preparare i balletti della stagione, fino alle performance serali degli spettacoli.
Inoltre un danzatore deve sempre mantenere una forma fisica quasi perfetta e aspirare a livelli di performance impeccabili, il tutto di fronte ad un pubblico.
Tutto questo può talvolta mettere sotto pressione un danzatore, che raggiunge così alti livelli di stress e ansia.
Possiamo distinguere aspetti cognitivi e fisiologici dell’ansia: infatti da un punto di vista cognitivo l’ansia si trasformerà in un calo della concentrazione, una forma di apprensione relativa ad aspetti della performance e maggiore distrazione durante la competizione, mentre da un punto di vista fisiologico avremo sintomi come sudorazione elevata, tremori alle gambe o accelerazione del battito cardiaco.
E’ vero inoltre che per tutti questi aspetti un danzatore può essere assimilato ad un atleta dal punto di vista della prestazione fisica e mentale che lo coinvolge.
Sebbene infatti la maggior parte delle ricerche siano state condotte nello sport, esistono un sacco di similitudini tra mondo dello sport e mondo della danza, e grande è negli ultimi anni l’importanza che è stata attribuita al ruolo di una preparazione psicologica mentale per incrementare la prestazione e alleviare gli effetti e le ripercussioni di uno stato ansioso sulla prestazione fisica.
Studi su danzatori professionisti hanno dimostrato l’utilità di programmi di preparazione psicologica in questo senso, evidenziando come chi fosse capace di raggiungere livelli elevati e impeccabili fosse in possesso di una straordinaria capacità di controllare le proprie emozioni e l’ansia in maniere appropriata.
Le attuali ricerche in merito ad una preparazione mentale nei danzatori si sono maggiormente concentrati sull’utilizzo delle immagini mentali (Imagery)
L’imagery si riferisce alla ripetizione mentale di un gesto motorio come se lo si stesse eseguendo in quel preciso istante, completo nel suo corredo di sensazioni cinestesiche e visuo/audio percettive.
Questo processo consente ad un danzatore di provare le sensazioni e di avere percezioni tipiche dell’azione reale, ma tramite un processo mentale.
Una ricerca di Stephanie J. Hanrahan (1996) su un gruppo di danzatori professionisti svedesi, sui quali erano stati valutati gli effetti di un mental training di quattro mesi, ha rilevato come molti di essi applicassero spontaneamente questo tipo di tecnica prima che venisse loro insegnata: i danzatori riportavano infatti diversi tipi di visualizzazioni, utilizzate per acquisire confidenza con se stessi prima di entrare in scena, calmare se stessi o ripassare la coreografia dietro le quinte.
L’immagine mentale più comunemente usata era appunto utilizzata prima di entrare in scena e i danzatori furono in grado di riconoscerne l’efficacia sebbene non venisse utilizzata da loro in maniera sistematica.
Purtroppo ad oggi le ricerche in questo ambito sono ancora veramente molto povere nonostante la letteratura in merito abbia già evidenziato quanto delle competenze mentali appositamente sviluppate da un atleta così come da un danzatore possano generare una sensazione di maggiore benessere generale, una diminuzione dell’ansia e quindi un maggiore controllo dei propri stati emotivi e fisici, migliorando la performance di un danzatore
E’ un ambito ancora in via di sviluppo, probabilmente vi è ancora una mancanza di conoscenza oltre che dei miti da sfatare riguardo la positività di un intervento di tale portata.
Certo è che la psicologia dello sport avrebbe molto da offrire alla danza così come la danza avrebbe molto da offrire alla psicologia dello sport.
E’ importante per un danzatore comprendere e avere consapevolezza di ciò che si verifica nel suo corpo quando , dietro le quinte del palcoscenico, attende di entrare in scena.
Una risposta di stress e ansia in questo contesto è qualcosa di assolutamente normale e fisiologico, ma educando un danzatore a controllare e gestire le reazioni spontanee e involontarie del proprio corpo potremo contribuire a creare un generale senso di autocontrollo delle proprie sensazioni consentendo all’adrenalina di trasformarsi in energia positiva per ogni sua esibizione.
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