SEPARAZIONE: la prospettiva dei papà
di Alessandro Reale, Psicologo
Il tema della separazione è alquanto attuale nella società moderna. Sempre più coppie decidono di interrompere la loro relazione per svariati motivi e ciò ha delle ripercussioni non solo sulla famiglia intesa come “nucleo”, ma anche sui singoli componenti che la determinano.
In quest’ottica, è importante porre l’ attenzione sulla figura paterna, spesso emarginata, analizzandone sia i cambiamenti nel corso degli anni che le implicazioni conseguenti la separazione.
Fino a pochi anni fa al padre veniva affidato il compito di “accudire” la famiglia dal punto di vista economico lasciandogli un ruolo marginale nella cura affettiva dei figli.
Oggi la figura del padre assume una centralità nella vita emotiva della famiglia compartecipando alle evoluzioni della stessa.
Spesso si sente dire che i padri separati vengono penalizzati e non riconosciuti nel loro ruolo.
Da un punto di vista legale, nonostante la parità nelle cure e nella sfera educativa dei figli, sembra che ai padri tocchi vivere una situazione alquanto disagiata. Spesso il tempo che possono passare insieme ai figli sembra abbastanza ridotto e ciò ha delle implicazioni anche per quanto riguarda la possibilità di “viversi” in luoghi estranei a quelli abituali.
Più che della sfera legislativa, è importante comprendere la prospettiva psicologica del “padre” e le risorse che deve mettere in campo per fronteggiare questo momento esistenziale.
Se da un lato si trova a dover elaborare un lutto come conseguenza di un matrimonio “finito”, dall’altro deve cercare di gestire le proprie emozioni nel rapporto con i figli, consapevole e ansioso di dover “dare tutto” nel lasso di tempo a sua disposizione.
Cosi diventano determinanti una serie di risorse personali quali la resilienza, l’empatia, la gestione del tempo che, se ben conosciute possono trasformare questo periodo in una opportunità di crescita e di evoluzione nel apporto non solo con i figli , ma con se stessi.
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