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  • L’ESPERIENZA DEL VIAGGIO CI RENDE PIÙ FELICI

L’ESPERIENZA DEL VIAGGIO CI RENDE PIÙ FELICI

    travel 3

    di Valeria Florio, Psicologa Psicoterapeuta Centro Apice

    Abbiamo tutto. Possediamo tante cose, o forse non abbiamo niente. Sì, perché alla fin fine, gli oggetti che custodiamo non sono altro che cose inanimate, mentre ciò che realmente ci dà benessere sono le esperienze che possiamo vivere attraverso essi, cioè le emozioni che possiamo provare. Una bella moto può essere ammirata e darci piacere, ma il vero piacere sarà guidarla e sperimentare quel senso di libertà quando ci avventuriamo sulle strade secondarie e assaporiamo odori, paesaggi, brezza sul viso e il gusto di sentire che siamo noi a guidare questa esperienza.

    Una casa può essere grande, spaziosa, luminosa, trovarsi in una posizione comoda. Ma quello che realmente ci farà sentire bene è l’atmosfera che respiriamo nella nostra abitazione, il sentirsi a casa quando torniamo, sicuri e felici, la libertà di toglierci le scarpe e i vestiti e ritrovare i nostri cari, il profumo di sugo che emana dalla cucina mentre la domenica guardiamo la tv e ci riposiamo, la gioia che proviamo nel curare le nostre piante sul balcone e goderci il raggio di sole che la mattina illumina la stanza da letto. L’odore di casa. Le persone che amiamo e che la abitano. Questa è la vera ricchezza. Spoglia di tutto ciò, anche la villa esteticamente più bella mai costruita resterà semplicemente cemento e intonaco senza anima. Senza emozioni. Sì, perché sono queste che danno il valore a ciò che viviamo. Il mero possesso di qualcosa rimane sterile se non è accompagnato dal sentirsi vivi e felici. Questo ci spiega perché siamo soddisfatti quando raggiungiamo un obiettivo tanto agognato, come potrebbe essere la Laurea, che può sembrare un traguardo immateriale, ma che dà la gratificazione di aver infine raggiunto un risultato, permette di aprire tante strade, di realizzare i propri sogni.

    In linea con quanto scritto sopra, molte persone scelgono di regalare e regalarsi esperienze, e non oggetti. Pensiamo all’andare a vedere una mostra, fare un lancio con il paracadute, un massaggio, un pranzo gourmet. E pensiamo a un viaggio. Viaggiare è l’esperienza in assoluto che dà di più in termini di ricchezza personale. Si dice che gli unici soldi spesi che ti lasciano qualcosa sono quelli consumati per viaggiare. Perché andare in giro per il mondo ci permette di acquisire nuove consapevolezze, crescere, imparare a cavarcela in situazioni nuove, conoscere culture diverse, arricchirci da tutti i punti di vista. Anche a livello neurologico, visitare posti nuovi attiva schemi mentali differenti, che possono aiutarci a osservare le cose da una prospettiva diversa, ad avere un’illuminazione improvvisa, proprio perché abbiamo “staccato la spina”. I paesaggi diversi, le persone che conosciamo, orientarci in posti sconosciuti e magari dover comunicare in un’altra lingua fanno sì che il nostro cervello attivi nuovi circuiti neuronali, stimolando altri canali di percezione, uscendo dalla cosiddetta “zona confort”. Infatti le neuroscienze ci forniscono continuamente indicazioni su come le esperienze influiscano sui nostri processi mentali; attraverso un’alterazione delle connessioni neuronali del nostro cervello, le esperienze vanno a plasmare direttamente proprio i circuiti su cui si basano, ad esempio i processi legati alla memoria o alle emozioni (Siegel D. J. 2001).

    Per questo è così importante il cambiamento, perché fare sempre le stesse cose può darci un senso di sicurezza e tranquillità, ma alla lunga porta anche il nostro cervello a impigrirsi, a non attivarsi più alla ricerca di nuove soluzioni e nuovi punti di vista, cosa che invece succede in automatico nel momento in cui ci mettiamo in viaggio. Per questo motivo, citando Proust, possiamo dire che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, perché diventa innanzitutto un’esplorazione all’interno di se stessi, di conoscenza. Possiamo scoprire qualità e risorse che non sapevamo neanche di avere, non avendo mai avuto occasione di metterle in pratica.  Possiamo esplorare nuovi interessi e passioni. Possiamo confermare invece che la vita che stiamo conducendo ci piace e va bene così. Oppure possiamo decidere di apportare piccole modifiche. Ma senza il confronto con l’altro non potremo mai saperlo, o quantomeno sarebbe più difficile scoprirlo. Di certo il viaggio è una di quelle esperienze che ci arricchisce e che ci fa comprendere tanto su come siamo fatti, poiché ci mette a confronto con noi stessi lontano da tutte quelle certezze che ci confortano costantemente ricordandoci chi siamo. In viaggio diventa infatti anche più semplice lasciarci andare, sentendoci liberi di esprimere noi stessi ed essere chi realmente sentiamo di essere, abbandonando vincoli e vecchi schemi che potrebbero costringerci.

    Anche la psicoterapia può essere considerata un viaggio alla scoperta di sé. Una di quelle esperienze che per l’appunto non ti lascia niente di materiale, nemmeno un attestato in questo caso, ma che può darti tanto in termini di crescita emotiva e personale. Come il viaggio in terre lontane, può farti comprendere chi sei, cosa vuoi e aiutarti a considerare la vita da una prospettiva differente.

    Sappiamo quindi che le esperienze ci regalano molto in termini di piacevolezza, arricchimento personale e crescita. Le esperienze che viviamo restano inoltre impresse nella nostra memoria e possiamo attingere a questi ricordi per sperimentare nuovamente quelle sensazioni di benessere.

    E allora… pronti a mettervi in viaggio?

     

    Bibliografia:

    Anzuino G. e Florio V. (2017), Il cambiamento. Sull’onda tra crisi e opportunità, Haiku edizioni, Roma;

    Siegel D. J. (2001), La mente relazionale: neurobiologia dell’esperienza interpersonale, RaffaelloCortinaEditore, Milano;

    Young J.E., Klosko J.S., Weishaar M.E. (2007), Schema Therapy: la terapia cognitivo-comportamentale integrata per i diturbi della personalità, Eclipsi, Firenze.

     

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