Districarsi nel mondo del lavoro
di Elena Iannelli, Psicologa presso Centro Apice
Il mondo del lavoro oggi è sicuramente più competitivo, la sfida che si deve affrontare è più complessa ed è necessario essere sempre più pronti e “attrezzati” per cogliere le diverse occasioni e vivere al meglio l’ambiente lavorativo.
Il lavoro è uno strumento importantissimo per soddisfare differenti bisogni tra cui l’aspetto economico forse non sempre è il più importante. I bisogni che il lavoro può soddisfare sono l’essere parte di un gruppo, collaborare al raggiungimento di un obiettivo, realizzarsi; inoltre l’attività lavorativa rappresenta uno degli elementi principali dello status sociale e dell’identità personale, attraverso cui esprimere se stessi e le proprie capacità. Dunque diventa fondamentale acquisire e potenziare abilità e strumenti per riuscire a districarsi nella complessità del mondo del lavoro in maniera efficace.
Ma quali sono gli strumenti di cui si ha bisogno?
Oggigiorno non si è più giudicati solo in base a quanto si è intelligenti, preparati ed esperti, ma anche prendendo in considerazione il proprio modo di comportarsi verso se stessi e di trattare con gli altri, un nuovo parametro che viene applicato sempre più spesso quando si deve scegliere chi assumere e chi no, chi licenziare, chi riconfermare e chi promuovere.
Si punta principalmente su qualità personali e sociali come la consapevolezza e la conoscenza di sé, l’iniziativa e l’empatia, la capacità di adattarsi, di essere flessibili, il controllo di sé, la fiducia e la motivazione personali, il saper ascoltare e comunicare. (Goleman D. Lavorare con intelligenza emotiva, Edizioni BUR Rizzoli, 2013).
La ricerca stessa dimostra che questo tipo di capacità umane costituisce la maggior parte degli ingredienti necessari per riuscire nel lavoro, capacità che fanno capo ad un tipo di intelligenza diversa da quella a cui si è soliti pensare (intelligenza del QI): un’intelligenza emotiva, ovvero ciò che permette una migliore ed efficace gestione di noi stessi e delle relazioni con gli altri, competenze fondamentali per riuscire nel mondo del lavoro come in ogni altro aspetto della vita.
La consapevolezza di sé significa vedersi e ascoltarsi, competenza essenziale per non essere travolti dalle situazioni. Essere consapevoli quindi significa saper identificare i propri punti di forza, le proprie aree deboli, il proprio modo di reagire di fronte alle situazioni, le proprie preferenze, i propri desideri, i propri bisogni e le proprie emozioni. Pensiamo a situazioni che ci creano malessere, ad attività lavorative che intraprendiamo senza sapere bene se è davvero quello che vogliamo, a quali sono i nostri reali obiettivi, a come ci poniamo di fronte agli altri e al perché falliamo in alcune occasioni (ad esempio ad un colloquio di lavoro o alla presentazione di un progetto). Conoscere se stessi rende, in un certo senso, capaci di scegliere situazioni, comportamenti e atteggiamenti funzionali in base ai propri obiettivi.
Ulteriore strumento è la padronanza di sé, che implica l’autocontrollo e la capacità di gestire i propri stati interiori al fine di non lasciarsi travolgere da essi bensì trasformare quelli che possono essere impulsi distruttivi in qualità funzionali ( ad esempio in una situazione di disaccordo tra colleghi o con il capo saper gestire i propri stati interiori, di rabbia o disappunto, aiuta a mettersi nella condizione di risolvere la disputa e raggiungere il proprio obiettivo in modo più efficace). Implica il sapersi adattare ed essere flessibili di fronte al cambiamento, l’assumersi delle responsabilità riguardo alle proprie prestazioni e l’avere un atteggiamento aperto e innovativo di fronte a idee e informazioni nuove.
Un altro strumento importante da coltivare è la motivazione la quale possiede un ruolo centrale per il benessere lavorativo. La motivazione è un elemento fondamentale della scelta lavorativa poiché attraverso il lavoro si esprimono le proprie passioni e attitudini; è la spinta verso la realizzazione e il miglioramento della propria prestazione, ciò che ci permette di mantenere un impegno costante ed essere pronti a cogliere occasioni, soprattutto mantenendo un atteggiamento positivo di fronte a ostacoli e insuccessi. E’, infatti, normale restarci male se un colloquio di lavoro non va bene, se non ho trovato il lavoro che mi piaceva o se il capo ha bocciato il mio progetto, ma è importante mantenere anche un atteggiamento ottimistico e di fiducia in quanto questo è spesso quello che può fare la differenza per le occasioni successive: è quell’atteggiamento che aiuta a focalizzarsi, ad esempio, su come fare meglio la prossima volta invece che pensare: ”sono un fallito”, mantenendo la mente aperta a qualunque cosa possa apportare un miglioramento.
Infine, è fondamentale la capacità di gestire le relazioni con gli altri, che implica abilità quali l’empatia, che si basa sulla comprensione dei sentimenti e delle prospettive altrui (pensiamo ad esempio a lavori in cui è centrale l’assistenza al cliente), il cogliere e potenziare il valore di ogni individuo così come la comunicazione chiara per raggiungere gli obiettivi in modo efficace, saper negoziare e risolvere situazioni di disaccordo. Inoltre, ciò che spesso può rendere “pesante” il lavoro riguarda più che il lavoro in sé proprio le relazioni tra colleghi, con i capi o con il cliente; l’obiettivo diventa quindi saper instaurare rapporti costruttivi, ovvero favorire e alimentare relazioni utili per la collaborazione e cooperazione al fine di perseguire obiettivi comuni.
Dunque, in un periodo in cui non vi è più alcuna garanzia di lavoro sicuro e dove il concetto stesso di lavoro cambia rapidamente si può affermare che quest’insieme di abilità, che possono essere continuamente potenziate e migliorate nel corso della vita, diventano lo strumento in più che ci rende e ci mantiene impiegabili nel mondo del lavoro.
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