Disturbi Specifici dell’Apprendimento
Quante volte abbiamo sentito parlare di Disturbo Specifico dell’Apprendimento?
Quante famiglie si trovano a dover fronteggiare questa diagnosi senza sapere a chi rivolgersi? Il senso di smarrimento che pervade, la confusione, la stigmatizzazione.
Ci siamo mai chiesti quali emozioni provochi nella famiglia o nel ragazzo una diagnosi di questo tipo?
Andiamo per gradi, cosa intendiamo per Disturbo Specifico dell’Apprendimento?
Il termine DSA indica un insieme eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità, quali la comprensione del linguaggio orale, l’espressione linguistica, la lettura, la scrittura e il calcolo.
Questi disordini non sono dovuti a fattori esterni o a condizioni di disabilità sensoriale o psichica, ma sono probabilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e possono essere presenti lungo l’intero arco di vita. E’ possibile distinguere i DSA in: Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia.
Perché rivolgersi ad uno psicologo esperto?
Uno psicologo si muove utilizzando un modello multimodale che considera la persona in modo globale; oltre ad avere competenze nella riabilitazione e nei processi neuropsicologici, non può trascurare gli aspetti emotivi ed affettivi.
I DSA non sono considerati come semplici e momentanee difficoltà accademiche, perché spesso si associano a insicurezza, ansia, paura, scarsa autostima e disagi emotivi relazionali.
L’obiettivo dello psicologo non è solo un miglioramento delle performance nella lettura, scrittura e calcolo, ma ottenere un cambiamento significativo nel senso di autoefficacia, autostima, abilità nelle espressioni di sé, occupazione dello spazio e padronanza del proprio corpo.
Un DSA può rappresentare un’esperienza traumatica in grado di influenzare negativamente lo sviluppo emotivo, cognitivo, sociale e familiare.
Le domande che più frequentemente vengono rivolte ad uno psicologo che tratta i disturbi specifici dell’apprendimento possono essere:
“Qual è il motivo per cui impiego così tanto tempo per leggere queste poche righe, mentre i miei compagni sono così rapidi?”
“Perché faccio tutta questa fatica nel comprendere un test di matematica, storia, geografia?”
“Come mai pur passando tanto tempo davanti al libro poi arrivo davanti la maestra e non so che dire?”
“Che senso ha impegnarmi così tanto se i risultati sono questi?”
Questi vissuti possono portare all’emissione di alcuni comportamenti come ad esempio condotte di evitamento (si decide di non fare, di non impegnarsi), ansia da prestazione, chiusura, opposizione,
fallimenti ed insuccessi scolastici ripetuti, rapporto compromesso tra coetanei a causa di un confronto impari e senso di impotenza. Questi fattori possono contribuire ad abbassare la percezione positiva di sè provocando grossi danni all’autostima. È opportuno quindi, intervenire precocemente affidandosi ad uno psicologo esperto, che con competenza ed empatia possa fornire i giusti strumenti per affrontare al meglio le difficoltà incontrate, senza trascurare l’apporto familiare, fondamentale per il successo del trattamento.


