L’evoluzione di un trattamento efficace
Di Giovanni Anzuino, Psicologo-Psicoterapeuta
in Collaborazione con la Dott.ssa Fabiana Caroli e Claudia Cocco
Pubblicato su: “Nuovi Orizzonti”
La depressione, i disturbi d’ansia, gli attacchi di panico e i disturbi ossessivo-compulsivi, sono le principali psicopatologie che ho trattato nel mio lavoro come psicologo e psicoterapeuta, utilizzando l’approccio cognitivo-comportamentale. L’intervento cognitivo considera la sintomatologia come un effetto di pensieri disfunzionali del paziente; l’obiettivo della terapia è dunque quello di individuare questi schemi cognitivi, di metterli in discussione e sostituirli con modelli di pensiero funzionali al benessere del paziente sfesso (Beck, 1976; Ellis, 1962). Dopo anni di lavoro dedicati a diagnosi, colloqui e interventi in psicologia applicata, sono passato ad utilizzare, seguendo l’evoluzione della psicoterapia cognitiva, protocolli d’intervento validati sperimentalmente per migliorare l’efficacia e l’efficienza del trattamento. A tal scopo ho adottato il modello E.S.T. (Empirically Supported Treatments) (Lyddon e Jones, 2001) che si basa su venti anni di ricerche in questo settore. Questi autori hanno individuato quei protocolli di trattamento cognitivo-comportamentale che si sono dimostrati particolarmente efficaci per la cura di alcune tra le più diffuse psicopatologie, corredandoli di prove sperimentali che ne sottolineano la validità. A seguito dell’integrazione col modello E.S.T. infatti, ho potuto constatare una riduzione del tempo necessario per la remissione dei sintomi e di conseguenza tempi più brevi per il raggiungimento di un elevato livello di funzionamento da parte del paziente. Accanto all’utilizzo di questo approccio, è nata la necessità di completare la terapia dedicandomi agli interventi relativi al miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Un approccio basato sulla qualità della vita offre specifiche strategie di trattamento che possono accrescere la soddisfazione personale in ogni area di vita (vedi Q.O.L.T.- Quality Of Life Therapy, in Frish 2000). E’ importante infatti, non solo far si che il paziente abbandoni la sua sintomatologia, obiettivo già raggiungibile con l’intervento cognitivo-comportamentale, ma che a questo si integri il miglioramento della qualità di vita della persona. Quest’ultimo concetto è definibile come la soddisfazione per la propria esistenza o la discrepanza percepita tra ciò che una persona ha e ciò che vuole avere nelle varie aree della propria vita (Frish 2000). L’intervento mirato in quest’ambito e il conseguente miglioramento nella qualità di vita del paziente, si è dimostrato essere sia garanzia del mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti, sia garanzia di ulteriori progressi anche dopo la fine della terapia stessa. Il solo miglioramento sintomatologico infatti, non rimane costante se non si interviene aiutando il paziente a stabilizzare abitudini e obiettivi di vita che mantengono il benessere personale nel tempo. Dopo che il paziente ha acquisito e ha messo in atto i principi di base per una vita sana ed equilibrata, sarà in grado di fronteggiare autonomamente le eventuali difficoltà che la vita normalmente presenta. Per concludere, una metodologia di lavoro che integri vari approcci teorici, privilegiando le esigenze di ogni singolo paziente, secondo la mia esperienza, si è rivelata più utile e funzionale al successo terapeutico. Sono certo che questo modello integrato di psicoterapia possa nel tempo perfezionarsi ed essere utilizzato da un numero sempre maggiore di operatori del settore.
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